A volte, pur giocando, pur tenendo la palla in mano, pur avendo le occasioni per fare punti “pesanti”, a volte capita di perdere e questo ci può stare, non ci può stare l’atteggiamento remissivo, la mancanza di verve che fa andare “contro tutto e contro tutti”, che sono dati caratteristici del rugby e specie di una società come il quindici bianco rosso etneo.

Dicevamo giornata no, infatti l‘Amatori Catania Rugby perde in casa contro il Città di Frascati Rugby per  3-16, questo è il dato secco e che il campo decreta.
Una domenica storta, una giornata no per i ragazzi bianco rossi, giornata no anche per l’arbitro, autore di diversi opinabili interventi in una gara difficile sì, ma non condotta sempre con eguale e sereno metro, giornata no per il campo “Benito Paolone”, senza più il suo famoso prato, nemmeno una copia di quel “tempio” del rugby che fino a qualche tempo fa era orgoglio di Catania (colpa di chi?!); ne approfitta un cinico e ordinato Frascati che, forte del piede e della velocità del suo numero 10, sfrutta al massimo le sue possibilità, e fa la sua partita conquistando 4 punti in classifica, i laziali, invero, macchiano la loro prestazione con due gravi interventi di antigioco, che scatenano una rissa, subito sedata dagli stessi giocatori, nata da un calcio e da una pugno dati da un frascatano, (dopo aver notato di non avere gli occhi addosso di arbitro e giudice di linea), ad un bianco rosso, di questa “rissa” però paga il fio solo Gabriele Guglielmino con un rosso.

Ma senza cercare scuse l’Amatori Catania ha perso la partita, perché non ha giocato da Amatori, dal primo minuto, (in avanti alla prima presa di pallone), la partita è stata un calvario e questo i giocatori lo sanno.

Coach Ezio Vittorio a fine partita, oltre alla normale delusione, ringrazia i suoi ragazzi e per i loro sacrifici, sacrifici che non possono e non devono finire buttati al vento, bisogna raccogliere i frutti seminati nel sudore.

Foto di : Angelo Maresci