Amatori Catania, una B…ellissima cavalcata

Una promozione fortemente voluta (e meritata) nel ricordo di Paolone, Stazzone e Granata

Festeggiamenti Serie B - Amatori Catania Rugby - 2014 - Sicilia

Festeggiamenti Serie B – Amatori Catania Rugby – 2014 – Sicilia

Paolo Boccaccio

Vivere un’emozione, come ai vecchi tempi. Questa è stata l’impressione dopo aver assistito al match di ritorno che ha sancito la promozione in Serie B dell’Amatori Catania.
Mega striscione con scritta «Arriba, Arriba Amatori», tribuna zeppa di palloncini biancorossi e pubblico delle grandi occasioni. Di fronte a questa scenografia i «leoni» del coach Ezio Vittorio hanno travolto la modesta squadra del IV Circolo Benevento. Malgrado il gran caldo, abbiamo assistito a una «vendemmiata» del quindici catanese che per ben undici volte ha varcato la fatidica linea, con gran parte delle mete poi trasformate dal funambolico estremo Fabio Borina.
Dopo il 25-10 dell’andata, il ritorno doveva essere una formalità, così è stato, grazie al tecnico etneo che ha invitato durante la settimana i ragazzi dell’Amatori alla massima concentrazione.
In tribuna il presidente regionale della Fir, Orazio Arancio, e personaggi che hanno fatto la storia dell’Amatori Catania. Il tutto nel ricordo di chi non c’è più ma vale la pena ricordare: il fondatore Benito Paolone, gli avvocati Silvestro Stazzone, Dimitri Catania, Santino Granata, Pintaldi «Taralla» e il mitico tesoriere Gino Perez, tanto per citarne alcuni.
Un festival di mete e gloria anche per i nuovi entrati che hanno partecipato alla scorpacciata. Osservare veterani e giovani promettenti che hanno formato una miscela esplosiva fa ben sperare per il futuro, anche se il campionato di Serie B non ha nulla a che vedere con quello appena concluso.
Bello vedere un pubblico entusiasta a ogni realizzazione e i giocatori a turno abbracciare il coach Ezio Vittorio, il team manager Max Vinti, il dott. Gaetano Caluccio e il diesse Mario Privitera.
Saro Di Paola e Fabio Borina super per un collettivo che ha giocato un match senza storia con pacchetti di mischia che hanno portato a spasso gli avversari e «trequarti» devastanti.
La squadra ha giocato a memoria: voglia, rabbia e cuore in campo. Due mete ciascuna Di Paola e Montedoro, il primo autentico trascinatore e altruista, quando al 53′ poteva poggiare l’ovale, invece l’ha offerto a Montedoro che è filato al centro dei pali. Il resto delle marcature di Calicchio, Cartarrasa, Maita, Ardito, Russo, Colaianni e Mannarà.
In touche su tutti Palmieri a due mani, ma non possiamo dimenticare il lavoro dei «centri» Camino e Ruscica, e i due mediani Lentini e Moncada con una mischia super.
Dopo il trionfo, il goliardico tezo tempo a base di gelati. In movimento Di Paola e Lentini che vanno subito in… battuta. «Visto che siamo stati battezzati vecchietti, stiamo cercando i nostri… nipoti». In tribuna il vice presidente Franco D’Amore e il direttore tecnico Pippo Puglisi che, assieme al presidente Guido Sciacca, dedicano «questa conquista ai nostri sostenitori».

[simnor_toggle icon=”list-alt” heading=”Tabellino” text=”Amatori Catania: Borina, Montedoro (55′ Colaianni), Camino, Ruscica, Di Paola (60′ Scuderi), Lentini (50′ Greco), Moncada, Palmieri, Valmori (54′ Camorali), Giarlotta, Mannarà, Calicchio, Ardito (51′ Russo), Cartarrasa, Guglielmino (57′ Florez). Allenatore: Vittorio. Benevento: Timossi, E. Zeoli, Tufo, Serino, Martinelli, Giu. Mazzone, Franzese, Pica, Mercurio, Reppucci, Aversano (56′ Mastronardi), Giorgione (56′ Iovine), Crisci (33′ Izzo), Micco, Gian. Mazzone. Allenatore: De Vanna. Arbitro: Vivarini di Padova. Marcatori: al 10′ c. p. Borina, 19′ m. Calicchio, 25′ m. Di Paola t. Borina, 28′ m. Montedoro t. Borina, 31′ m. Ardito t. Borina, 39′ m. Cartarrasa t. Borina. Nella ripresa, al 50′ m. Di Paola t. Borina, 53′ m. Montedoro, 55′ m. Maita t. Borina, 57′ m. Colaianni t. Borina, 71′ m. Russo, 75′ m. Mannarà t. Colaianni.” onload=”closed”]

Coach Vittorio: «Grazie ragazzi. Impegno morale mantenuto»

Giuseppe Condorelli
«Un impegno morale». Ora che tutto si è compiuto, finalmente, e l’Amatori Catania conquista la Serie B alla fine di una marcia trionfale, coach Ezio Vittorio, barba lunga, occhiali da sole tradisce a stento una gioia che sappiamo irrefrenabile. «Ringrazio questi ragazzi eccezionali. Non mi stancherò mai di dire che non hanno mai mostrato nessuna paura. Anzi, hanno avuto l’umiltà di scendere dal gradino più in alto e ripartire dalla Serie C giocando con una abnegazione esemplare. Sono loro che hanno dimostrato come l’Amatori Catania sia viva e sia sempre una grande squadra».

Coach Ezio Vittorio - Amatori Catania Rugby - Festeggiamenti Serie B - 2014

Coach Ezio Vittorio – Amatori Catania Rugby – Festeggiamenti Serie B – 2014


Quando gli facciamo notare che in fondo il merito è anche suo, ribatte con un aplomb invidiabile prima di essere risucchiato dai cori e dagli «urrà»: «Il merito è del gruppo. Di Raffaele Marino, di Pietro Urzì, di Gaetano Caluccio (le tre divinità medico-ateltiche, ndr). Svanita la Serie A molti erano demotivati, delusi. Dirigenza e gruppo di lavoro hanno saputo ricompattare l’ambiente. Adesso s’inizia un nuovo ciclo».
Massimiliano Vinti passeggia nervoso a bordo campo. Anche a un rugbista incallito come lui, due emozioni a così breve distanza – l’addio al rugby giocato l’anno scorso e la vittoria in campionato in veste di team manager – possono tirare cattivi scherzi. E così prima di concedersi a una pianto dirotto trova solo il tempo di una battuta: «L’anno sabbatico è finito! Ci siamo ritrovato in una serie che non meritavamo con uno squadrone. L’abbiamo affrontata con grande umiltà vivendo un’avventura nuova. E ce l’abbiamo fatta. L’Amatori non muore mai! ».
Tra i tanti che si abbracciato felici abbiamo inseguito e scelto Giovanni Lentini e Rosario «young» Di Paola. Il primo, appena 35 anni, è stato per tutto il torneo tra i più costanti per rendimento, attenzione e concentrazione. «Dopo quasi trent’anni anni di rugby – ci dice sereno – sperimentare l’emozione di una promozione non ha prezzo. Così come l’aver giocato con questi meravigliosi compagni che sono stati costretti a sopportare questo vecchietto… ». L’altro vecchietto immarcescibile gusta la standing ovation che gli tributa il Goretti e mostra visibilmente il suo felice turbamento: «Ci siamo preparati per tutto l’anno per questa partita. Qualunque fosse stato l’avversario. Alla fine di un anno di sacrifici abbiamo dimostrato di essere i più forti».
Invece della impeccabile giacca blu, anche Riccardo Stazzone, ad dei biancorossi, indossa oggi la t-shirt bianca con il logo Amatori. E’ lui a tirare le fila di un anno fondamentale. «Abbiamo iniziato in sordina. Ma i ragazzi hanno risposto da professionisti: presenza, attaccamento alla maglia, convinzione. L’Amatori doveva ripartire. E lo ha fatto. Anche se in corso d’opera qualcuno si è voluto allontanare dal nostro progetto. A Catania il rugby deve essere patrimonio di tutti. Stiamo anche cercando di dialogare anche con il Comune soprattutto per ottenere la gestione diretta dell’impianto. Una “Casa Amatori” che, dopo appena 50 anni, meritiamo di avere. Una dedica particolare? A parte Benito Paolone e Santino Granata… Ovvio. A mio padre Silvestro».

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fonte: La Sicilia